1. Tempo scuola

Nell’Istituto funzionano 4 scuole a tempo normale (“Unità d’Italia”- Este, “Sartori Borotto”- Este, “G. Pascoli”- Este, “A. Manzoni”- Baone) e 2 a tempo pieno (“S. M. Pilastro”- Este, “G. Verdi”- Deserto).

Nelle scuole a tempo normale del Comune di Este sono previste 27 ore settimanali.

2. Orario delle lezioni

Nella stesura dell’orario settimanale di lezione i docenti tengono conto di:

  • ripartire equamente, nell’arco della settimana, le prime due ore frontali nelle classi loro assegnate
    • distribuire, per ciascuna classe, le discipline con equità tra mattino e pomeriggio, con attenzione alla ripartizione dei carichi cognitivi

Nelle classi viene assegnato di norma un docente prevalente affiancato da altri insegnanti che completano l’orario con le discipline curricolari assegnate.

All’interno di ogni plesso eventuali ore di insegnamento non frontale vengono utilizzate, tolto il recupero mensa e la sostituzione di colleghi per brevi assenze, come supporto strategico per attività di consolidamento e recupero per alunni della stessa classe o di classi diverse.

L’insegnante non frontale può essere impegnato per lo svolgimento di attività alternative alla religione cattolica.

L‘Amministrazione comunale di Este si è impegnata ad attuare nei plessi Pascoli, Unità d‘Italia e Sartori Borotto il dopo-scuola pomeridiano per tutte le classi, facoltativo e con servizio mensa, compatibilmente con gli orari delle singole realtà scolastiche. Il dopo-scuola sarà affidato alle figure di Educatori.

3. Costituzione dei gruppi – classe

Per la costituzione delle classi prime, qualora si dovesse istituire più di una sezione, al fine di rendere omogenei i gruppi ci si avvale delle informazioni ricevute dai docenti della scuola dell’infanzia e dalle famiglie, dalla scuola dell’infanzia di provenienza. Le informazioni vengono prese in considerazione da una commissione, formata da un docente per plesso, incaricata di proporre al Dirigente scolastico i gruppi classe individuati in base a criteri concordati in sede di Collegio dei Docenti. Prove ed osservazioni svolte nelle prime due settimane di lezione possono eventualmente concorrere a modificare le sezioni precostituite.

4. Progettazione

La progettazione rappresenta un percorso annuale formulato dagli insegnanti. Compito della scuola è trasformare gli obiettivi generali del processo formativo e gli obiettivi specifici di apprendimento in obiettivi formativi; successivamente questi si traducono in competenze degli alunni, mediante l’articolazione e l’attuazione delle unità di apprendimento, delle attività, dei metodi, delle soluzioni organizzative e delle modalità di verifica necessarie.

L’insieme delle unità di apprendimento, coordinate in maniera personalizzata rispetto agli alunni ed in continuità rispetto al territorio, forma il Piano di Studi Personalizzato.

La progettazione pone al centro dell’attenzione didattica le azioni di apprendimento dando risalto all’allievo in quanto soggetto attivo e consapevole del proprio percorso formativo. In questo modo l’alunno verrà ad essere artefice del proprio bagaglio culturale e costruirà attivamente il suo sapere.

Ogni gruppo di docenti si riunisce settimanalmente per il coordinamento e il raccordo delle reciproche attività programmate.

5. LA VALUTAZIONE nella scuola primaria

Le Indicazioni Nazionali (contenute nel D.lgs n. 59/2004) per le attività didattiche e i piani di studio e le Indicazioni per il curricolo 2012 indicano i livelli essenziali delle prestazioni nell’apprendimento e i traguardi per lo sviluppo delle competenze a cui tutte le scuole devono attenersi.

Di conseguenza ogni istituzione scolastica progetta i propri percorsi formativi al servizio degli alunni, rispettando quanto contenuto nei documenti citati, verificando ciò tramite processi di valutazione interna ed esterna, affidata quest’ultima, all’ INVALSI (Istituto Nazionale per la Valutazione del Sistema d’Istruzione) che effettua una rilevazione degli apprendimenti in italiano e matematica per gli alunni di classe seconda e quinta.

Gli strumenti interni per la valutazione sono rappresentati da prove di verifica concordate per classi parallele e in accordo con la Commissione continuità, da griglie di osservazione e rubriche.

Il processo valutativo si rende indispensabile per valutare l’efficacia della metodologia operativa attuata, per accertare se gli alunni hanno veramente acquisito conoscenze ed abilità utili al conseguimento delle competenze, intese come comprovata capacità di usare conoscenze, abilità e capacità personali, sociali e/o metodologiche in situazioni di lavoro o di studio e nello sviluppo professionale e/o personale.

A tal fine, il percorso formativo della scuola primaria è volto a promuovere il pieno sviluppo che si andrà esplicitando nei cicli di studio successivi.

Si adottano due tipi di valutazione:

  • la valutazione diagnostica, alla quale spetta il compito di trovare la natura degli ostacoli incontrati dall’alunno nel corso dell’apprendimento, per far sì che non vengano ripetuti successivamente errori verificati in un primo tempo
    • la valutazione prognostica, che accerta quali conoscenze sono necessarie agli alunni per affrontare un nuovo contenuto

Queste due funzioni, quella diagnostica e quella prognostica, sono correlate l’una con l’altra perché un’azione diagnostica tendente ad accertare le lacune può essere considerata anche prognostica per l’insegnamento di conoscenze e abilità successive.

Secondo la ricerca pedagogica la programmazione, il metodo, le strategie organizzative di realizzazione e verifica sono momenti precisi sui quali i docenti sono tenuti a fondare la loro attività educativa, al fine di renderla veramente efficace ed incisiva.

Pertanto, per quanto concerne le verifiche, esse saranno effettuate:

  • all’inizio dell’anno scolastico per accertare i prerequisiti
    • durante lo svolgimento delle diverse unità di apprendimento
    • alla fine di ciascun quadrimestre per consentire ai docenti di definire i giudizi

Dall’anno scolastico 2008/09 la valutazione periodica ed annuale degli apprendimenti degli alunni è effettuata mediante l’attribuzione di voti espressi in decimi e illustrata con un giudizio analitico sul livello globale di maturazione raggiunto dall’alunno.

In ottemperanza al Dlgs 62/2017 saranno oggetto di valutazione anche le attività alternative all’insegnamento della religione cattolica. Tale valutazione sarà espressa su nota distinta con giudizio sintetico sull’interesse manifestato e i livelli di apprendimento conseguiti.

Dall’anno scolastico 2016/2017 per la Certificazione delle competenze è stato adottato il modello ministeriale. La Certificazione delle competenze viene consegnata alle famiglie.

6. Rapporti scuola – famiglia

All’inizio dell’anno scolastico le insegnanti di classe prima e anche di altre classi organizzano assemblee ed incontri individuali con i genitori degli alunni.

Altri incontri collettivi e colloqui individuali si svolgono secondo tempi stabiliti dal Collegio dei Docenti e, comunque, in occasione della consegna delle schede di valutazione. Gli incontri istituzionali previsti dagli Organi collegiali sono fonte considerevole nei rapporti scuola-famiglia.

Il singolo insegnante riceverà o convocherà su appuntamento i genitori secondo un orario da concordare di volta in volta, al di fuori dell’orario di servizio, solo per particolari necessità.