Descrizione

Dalla “Premessa”

Compito preminente della scuola è educare e formare, non punire.

A questo principio deve essere improntata qualsiasi azione disciplinare: ogni

Consiglio di Classe potrà, in autonomia, deliberare di non applicare al singolo caso le

norme generali,inquadrando tale comportamento “anomalo” in una strategia di

recupero o di inserimento più generale.

La successione delle sanzioni non è, né deve essere ,automatica; mancanze lievi

possono rimanere oggetto di sanzioni leggere, anche se reiterate; mancanze più gravi

sono oggetto di sanzioni o procedimenti rieducativi commisurati.

In ogni caso le sanzioni saranno commisurate alla gravità dei comportamenti degli

studenti,secondo un principio di progressività e di proporzionalità.

La sanzione deve essere irrogata in modo tempestivo per assicurarne la comprensione

e quindi l’efficacia.

La responsabilità disciplinare è personale . Le sanzioni possono essere inflitte anche

per mancanze commesse fuori dalla scuola, purchè siano espressamente collegate a

fatti o eventi scolastici e risultino di tale gravità da avere una forte ripercussione

nell’ambiente scolastico. La convocazione dei genitori non deve configurarsi come

sanzione disciplinare ,ma come mezzo di informazione e di accordo per una

concertata strategia di recupero: tale atto dovrà essere compiuto a livello preventivo,

quando possibile, dal singolo docente o dal Consiglio di Classe.

La sanzione disciplinare inoltre deve specificare in maniera chiara le motivazioni che

hanno reso necessaria l’irrogazione della stessa ( art. 3 L. 241/90 ). Più la sanzione

sarà grave e più sarà necessario il rigore motivazionale, anche al fine di dar conto del

rispetto di proporzionalità e di gradualità della medesima sanzione.

(…)

Il Documento

Allegati

applicazione statuto

pdf - 69 kb